Alienazioni mentali

Le strategie usate dall’invasore europeo per domare l’africano hanno determinato una sorta di alienazione mentale; questo è stato all’origine della caotica situazione africana. Ne conseguono confusione tra i valori stranieri e locali, guerre fratricide con pretesti religiosi, considerando poi che nessuna delle fedi per cui ci si uccide tra fratelli ha origine africana. Piango il Dio cancellato dei miei Avi.

 

Itinerari: il Dio cancellato dei miei Avi


Un ricordo del mio passato a Boende, in Congo, mi rammenta delle scene del comportamento di alcuni missionari cristiani in piena foresta equatoriale. In occasione delle feste cristiane, infatti, nei villaggi dell’equatore si usava proiettare filmati con tema religioso. La nascita e la passione di Gesù Cristo ne sono i due esempi più espressivi. Nel piccolo villaggio di Etoo, fuori dalla chiesa cattolica venivano sistemate le apparecchiature per la proiezione. L’evento prendeva inizio nella tarda serata quando, a Boende e dintorni, le case, la vegetazione fatta di giganteschi alberi e tutto il villaggio s’immergevano in un buio intenso, caratteristico della zona, la densa foresta equatoriale. Davanti al telo della proiezione un centinaio di persone, uomini e donne, bambini ed anziani, tutti incantati, silenziosi e attenti a guardare la sequenza delle  immagini  che  raffiguravano i  vari  personaggi biblici. In quel cortile della concessione parrocchiale, un pubblico sbalordito, incredulo era fiero di vedere il Cristo, anche se solo su un telo bianco. Accompagnava il filmato, la voce di un missionario, abile nel tradurre l’audio dalla lingua originale nel dialetto locale, il Kimongo. Ricordo l’atmosfera e la magia di quel momento, l’impressione e la certezza di vedere, nelle sequenze che scorrevano cadenzando, la vera e reale figura di Dio, di Gesù e dei vari santi. L’abilità  del  narratore  e  la  perfetta  scelta  delle immagini erano tali da indurre a credere che tutto fosse  veritiero:  nessuno  poteva dubitare dell’autenticità della storia che tutti seguivano appassionatamente. Poi, alla fine della proiezione, tornavamo tutti a casa, felici e appagati, convinti di aver appena visto Dio, Gesù, i santi e gli angeli. Tale persuasione determinava il comportamento di molti abitanti di Boende la cui consapevolezza dell’esistenza di Dio si era consolidata. Il Padre Eterno, quell’essere che avevano tanto pregato con fede, senza mai vederlo. In tutti nascevano allora due sentimenti opposti, contrastanti: da un lato l’incredulità di vedere il Creatore, Nzakomba, essere misterioso, tanto evocato ma mai visto. Dall’altra, l’ammirazione della sua immagine maestosa, bellissima, accuratamente selezionata, trasmessa in una straordinaria sequenza scelta con attenzione per incantare il pubblico. Allora, per me ed i miei compaesani non c’era più nessun dubbio: avevamo appena visto Dio, l’Essere Supremo che però, stranamente, aveva le stesse caratteristiche  somatiche  dei  missionari bianchi, gli unici che capivano la sua lingua, la sua storia ed i suoi insegnamenti. Crescendo, cominciai a pormi tante domande circa il senso del comportamento dei missionari e di quella loro strana abitudine. “Perché?” mi domandavo, “ Perché nessuno tra i preti di Etoo spiegava che le immagini trasmesse erano semplicemente una raffigurazione di Dio, di Gesù e degli angeli? Perché nessuno rivelava la verità alle popolazioni, spiegando come tutti quei personaggi fossero semplicemente esseri umani, come noi, comparse e attori scelti con cura per rappresentare la concezione e la visione occidentale di Dio” ?...

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