Bambini di strada (Shege Phaseur)

Padre Giovanni Pross

Quando lo conobbi, Padre Pross era un giovane prete, semplice, profondamente sensibile e straordinariamente coraggioso. Mi raccontò di essersi stabilito a Kisangani verso la fine degli anni 80 dove fu accolto da tanti altri missionari. Kisangani, una delle più belle e prospere città del Congo all’epoca della colonizzazione belga, era trasformata, come tutto il resto del paese, considerevolmente impoverita a causa della mala gestione delle nuove autorità: i padri dell’indipendenza. Inizialmente proprietà privata del re Léopold II (1892), il Congo fu una colonia belga dal 1904 al 1960; dopo la tavola rotonda avvenuta a Bruxelles tra il 20.01 e il 20.02 dello stesso anno, divenne un paese indipendente con un presidente sovrano, Jeseph Kasa-Vubu e un primo ministro, Patrice Emery Lumumba. Il 24.11.1965, con un colpo di stato, il generale Mobutu s’impossessò del potere, dando via ad un regime dittatoriale e sanguinario. Passando 32 anni a capo dello Stato, il dittatore ha portato il paese ad una povertà estrema, facendo, addirittura, rimpiangere l’epoca coloniale: lo Zaire, un paese grande e ricco, con abitanti poveri. Quando Padre Pross arrivò, trovò una situazione politico-economica critica. I conflitti nascenti tra i politici al potere e gli insoddisfatti del regime affondarono il paese in una crisi senza precedenti. A Kisangani, come nel resto del territorio congolese, si respirava l’aria di un forte degrado sociale, una crisi per alcuni versi peggiore della frusta del colonizzatore. L’inesistenza dello Stato che ai cittadini non garantiva alcun servizio, generò vari mali sociali di cui la corruzione, l’ingiustizia, la perdita dei valori, familiari e comunitari. Da qui il verificarsi di situazioni drammatiche tali: l’aumento della prostituzione e l’introduzione di quella minorile, il banditismo per le strade delle città e, soprattutto, il fenomeno dei bambini di strada, largamente diffuso in tutto il paese. A Kisangani questi giovani erano identificati con il nome “Phaseurs” che trae origini dal termine congolese “phaser”, “faser”... continua

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