DESTINI BRUCIATI

La storia di Mohamed Bouazizi (Sidi Bouzid, 29 marzo 1984 – Ben Arous, 4 gennaio 2011), parla di un giovane tunisino che, per le estenuanti pressioni di una vita sempre più drammatica, si dette fuoco scatenando la reazione generalizzata nel mondo arabo. Nella vita succede di dover fronteggiare situazioni disperate che portano a esiti tragici, se non gestite con responsabilità e autocontrollo. Molte categorie sociali, ad esempio i giovani diplomati, disoccupati e senza prospettiva, sono esasperati a causa di classi politiche irresponsabili, incapaci di rispondere concretamente alle loro esigenze. Le notizie che circolano nel mondo su questo aspetto delle nostre società, dall’Africa all’Europa, all’Asia, all’America e a tutto il resto del mondo, non sono rassicuranti. Ricordo l’epoca in cui frequentavo l’Università in Congo, quasi vent’anni fa, quando tra gli studenti si discuteva proiettandosi al futuro in base alla situazione di coloro che ci avevano preceduto. Infatti, la vita di tantissimi giovani intellettuali, diplomati e laureati, non era incoraggiante. Ovunque nel paese si potevano vedere giovani diplomati e laureati vagabondare in cerca di un’occupazione, senza mai trovarla. Armati di cartelle piene di attestati, lauree e diplomi vari, gironzolavano per le vie delle città bussando ai portoni delle aziende, statali e private. Solo pochi di loro riuscivano a trovare impiego...

(Destini II)

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