"I diritti delle donne"

La questione di parità di diritto della donna costituisce un argomento fondamentale per il buon funzionamento della società umana, basato su una morale equanime, anche se credo ci sia ancora tanto lavoro per l'ottenimento dei risultati sperati. Dal mio punto di vista il discorso è ancora trattato con superficialità ed ipocrisia da chi avrebbe veramente il potere di cambiare la situazione.
Oggi, infatti, quasi tutti gli Stati del mondo sostengono di promuovere ed incoraggiare la parità di diritto e doveri tra i sessi attraverso leggi appropriate. Tuttavia, se è vero che dal punto di vista teorico vi siano sforzi visibili a tal riguardo, da quello pratico invece non ci sono miglioramenti significativi, soprattutto in quei paesi dove il concetto di democrazia e diritti umani è di recente adozione. Per essere preciso nel ragionamento, parlerei della situazione nel paese che meglio conosco, la Repubblica Democratica Del Congo, mio paese di nascita dove, partendo dalla famiglia, la questione di paritá di diritti assume una certa dimensione. Infatti, nella famiglia tradizionale congolese e, rispettando alcune regole ereditate da vecchi usi e costumi, non tutti i figli hanno gli stessi diritti e doveri, rigorosamente legati a due distinti fattori: il sesso e l'ordine di nascita. E' così che si possono osservare certi comportamenti che risaltano la differenza dei trattamenti, sia tra i figli che sono chiamati al rigoroso rispetto del diritto della primogenitura, sia nel rapporto tra questi e i genitori. In pratica, queste tradizioni prevedono una serie di regole che determinano compiti e lavori impartiti ai soli figli di sesso femminile, così come alcuni altri che sono affidati ai maschi. Tuttavia, la sensazione è che vi sia una certa discriminazione, tristemente voluta anche dalle tradizioni, del sesso detto debole che viene caricato maggiormente della responsabilità nella gestione familiare.
Focalizzando l'attenzione su questo aspetto delle cose capiamo che in Congo, la questione dei "diritti" vista nella sua complessità, subisca un approccio sbagliato già al livello familiare, la base di ogni società. E' una mancanza determinante per il resto, visto che nella famiglia nascono, crescono e si formano i futuri gestori della società. Non educando adeguatamente in famiglia e a scuola i futuri amministratori, non si arriverà mai ad un'equa responsabilità civile, sociale e politica; sarà quindi pura utopia pretendere che questi, una volta adulti, conoscano e privilegino valori come la giustizia, la morale equanime, necessari per una società correttamente ripartita. Come risultato di questo, abbiamo società con un fortissimo squilibrio tra i sessi, le appartenenze sociali, claniche, tribali...
Infine, per essere ancora più incisivo nel mio ragionamento, parlerei di un aspetto poco considerato dai vari studiosi ed intellettuali che trattano la questione dei diritti tra i sessi: il regime familiare del matriarcato. In Congo, il matriarcato è una vecchia pratica, presente da secoli indietro e esclusivamente nella regione del "Basso Congo". Questa forma di organizzazione sociale indica il comando detenuto dalla matriarca, piuttosto che dal patriarca, come di consuetudine nella società umana. Tuttavia, pur essendo lei, la madre, la figura principale del nucleo familiare, la sua importanza nel momento delle grandi decisioni è nulla. In questo regime tradizionale, infatti, ogni decisione finale spetta allo zio materno, altra figura maschile all'interno della famiglia. E' quindi evidente che, malgrado alcuni tentativi di attribuire alla donna lo stesso valore dell'uomo nella gestione sociale, in Congo, così come in altre parti del mondo, l'uomo sia sempre stato privilegiato. Finché la situazione rimarrà invariata, invariato sarà anche lo stato dei "de diritti delle donne", tuttora inferiori rispetto a quelli dell'uomo.

12/03/2017

COMMENTI

  • Amelia De Simone

    La coscienza civile delle donne rispetto ai propri diritti continua ad abdicare il proprio potere al riconoscimento da parte del maschio, non solo in Congo o in altre realtà che emergono ora alla democrazia, ma anche nelle moderne realtà occidentali. Purtroppo é codificato nel DNA sociale questo bisogno di subordine, falso e rafforzato nella mistificazione da chi sarebbe messo in ombra dalle donne autonome, piene di autostima e capacità di autorealizzazione e grandi ingegneri sociali. Mi piace molto quando i moniti alla parità dei diritti arrivano dai maschi, che sgridano se stessi e gli altri uomini perché non comprendono che stare su un piano differente dalle donne porta a scarso progresso e un'involuzione sociale pericolosa e piena di insidie per la democrazia

    12/03/2017 11:25

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