I dolori dell’immigrato della nostra era

Facendo una riflessione approfondita su uno specifico aspetto della vita dei politici africani, osservo una particolarità che colpisce fortemente la mia intelligenza, portandomi a un’inevitabile domanda che tormenta la mia anima ogni giorno: "Perché, mi domando, perché questi personaggi scelgono di sacrificare i popoli che dirigono e di cui fanno parte? Perché rimanere indifferenti a tanta sofferenza e, soprattutto, perché provocare tanta miseria per poi, una volta conclusosi il proprio dominio, emigrare verso l'Occidente? Perché i politici africani abbandonano le loro patrie, trasferendosi in Occidente dove investono le ricchezze rubate ai rispettivi paesi in vari settori? Perché? Perché?

 

Di seguito, un brano tratto da DESTINI: FIGLI D'IMMIGRANTI

 

I dolori dell’immigrato della nostra era

Fui informato dell’amareggiante caso di un immigrato senegalese, selvaggiamente espulso dalla Spagna il 16.06.2009 sotto gli occhi sbalorditi di molti passeggeri. La scena ebbe luogo all’aeroporto di Madrid dove l’uomo doveva essere imbarcato sul primo volo e spedito a “casa sua”. L’episodio fu interamente filmato da un altro senegalese dalla sala d’attesa situata nel retro dell’aeroporto; ignari di essere ripresi e visti da molte persone, i poliziotti in borghese erano impegnati in atti di violenza sulla vittima. I passeggeri, increduli ed indignati, assistettero alla scena. Sono immagini orribili e disumane, un chiaro esempio delle barbarie e dell’inciviltà in un paese, guarda caso, con una lunga storia di civiltà, ma anche crudeltà, alle spalle. L’uomo fu legato mani e piedi dietro la schiena come un animale. Ripetutamente picchiato dagli agenti, fu poi gettato nel retro della camionetta per essere riportato alla stazione di polizia. Il malcapitato non subì il rimpatrio quel giorno solamente perché i membri dell’equipaggio si rifiutarono d’imbarcarlo, malconcio per le percosse subite prima, durante e alla conclusione del viaggio dalla stazione di polizia  ai piedi dell’aereo. Fu tutto seguito in diretta da molti passeggeri, africani e no, ma, soprattutto, da alcuni bambini, figli d’immigrati che con una certa insistenza interrogavano i genitori: “Perché lo picchiano così, come un animale, papà? Ma quello lì assomiglia allo zio Abdul, perché non vai ad aiutarlo? Dai papà, che lo uccidono!” Incredibile. Brutte cose da tollerare, davvero! Alcuni piccoli immigrati in viaggio verso i rispettivi paesi dei genitori piangevano, altri tartassavano i genitori con domande imbarazzanti; queste immagini mi toccarono tanto che il giorno della prima visione del filmato, lo fermai a metà, non potei vederlo fino alla fine, mi allontanai. Me ne andai al bar per un bicchiere di whisky. Quell’amaro pomeriggio avevo bisogno d’intontirmi un po’ e di dormire. Riuscivo solo a pensare quanto l’uomo, in realtà, sia una creatura gravemente debole di spirito e parecchio cattiva, peggio delle bestie feroci della foresta equatoriale congolese.

Espulsioni simili sono all’ordine del giorno in molti paesi occidentali tali la Francia, il Belgio, la Germania, l’Inghilterra, la stessa Spagna. 

Un altro esempio, infatti, vede come protagonista una signora camerunese, allontanata dalla propria famiglia dopo anni di presenza clandestina in Francia. Anche in quell’occasione l’esemplare brutalità degli agenti non mancò all’appuntamento, facendosi distintamente vedere e sentire tant’è che, in quell’aereo che doveva riportare la clandestina a “CASA SUA”, molti altri passeggeri si rifiutarono di viaggiare con una persona legata, lamentosa, urlante e in lacrime. Scene, anche queste, inimmaginabili, difficilmente attribuibili a grandi paesi democratici e civili come dovrebbe esserlo la “grande France”! Il realizzatore di quel servizio fece un lavoro molto interessante, inserendoci anche le immagini di alcune maestose ville di molte grandi città europee e appartenenti ad alcuni presidenti africani. Poi si ricordò anche di citare le cifre degli appetitosi conti bancari di questi personaggi, in Svizzera e in altri paesi occidentali. “Loro”, disse la voce del narratore di quelle sequenze, “sono gli immigrati molto graditi da noi, in Occidente. Grazie ai soldi ed alle ricchezze che sottraggono ai loro popoli e paesi, questi personaggi investono in Occidente, soprattutto nel settore immobiliare, offrendosi prestigiose ville che nemmeno noi stessi occidentali potremmo permetterci. Tutto ciò mentre, nei loro paesi, le popolazioni continuano a soffrire la fame, gli stipendi non pagati, la disoccupazione, le malattie, le guerre e molto altro ancora. A questo punto mi pongo una semplice domanda, tentando di capire chi sia il vero criminale a cui negare qualsiasi accesso ai nostri territori e qualsiasi genere di aiuto: il povero clandestino, disgraziato ed in disperata ricerca di un minimo sostentamento vitale o il grande, il Signor Presidente dello Zaire, del Camerun, del Gabon, nostro grande alleato ed interlocutore? Domanda da un miliardo delle vecchie lire. Sono storie che dovrebbero portarci a riflessioni serie e responsabili”.

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