Il gas metano del lago Kivu

Da "Dal Congo in Italia come in un sogno"

Prima di essere scisso in tre diverse province in seguito alla politica di Mobutu, il defunto dittatore dello Zaire, il Kivu era un blocco compatto che comprendeva tre fasce regionali: Kivu settentrionale, Kivu meridionale e Maniema; a capo di ognuna c’era una città capoluogo, quindi, ogni fascia costituiva una provincia:il Maniema aveva come capoluogo la città di "Kindu", per il Kivu settentrionale c’era la città di GOMA, collegata a BUKAVU, città centrale del Kivu meridionale, grazie al misterioso lago Kivu, 2.400 km/q, profondo e ricco del gas metano. Si dice che 50 miliardi di metri cubi di gas metano dormano sotto 250 metri d’acqua nel fondo di questo lago. Considerando le ricchezze non sfruttate del Congo, il metano del lago Kivu rappresenta una di quelle di maggior valore economico, una fonte di energia in grado di appoggiare vari progetti di integrazione economica e dello sviluppo del paese. Oltre al metano, il lago Kivu contiene anche il pericoloso gas carbonico (Co2) responsabile, nel 1986, della morte di centinaia di capi di bestiame nel raggio di 30 km, in Camerun; questo dovrebbe essere un altro motivo per spingere chi di dovere a progettare ed attuare, con una certa urgenza, un programma per lo sfruttamento di questi prodotti. Purtroppo, sia le autorità precedenti che quelle attuali non ne hanno mai dimostrato alcun interesse.

Kivu, il dilemma del gas.

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