Il loyengè

 Il “loyengè” è una sorta di competizione musicale, la “MTV Awards” delle foreste equatoriali congolesi durante la quale, per alcune notti, gruppi musicali tradizionali provenienti da vari villaggi si sfidano in suoni e balli tipici dei loro rispettivi territori. In tale occasione si assiste a straordinarie prestazioni di suonatori scatenati, di cantanti e danzatori incredibilmente abili e coinvolgenti. Allora, ogni sera nella miscellanea di suoni e di musica, l’unico effetto acustico inconfondibile è quello del lokolè, una vibrazione così potente ma, allo stesso tempo, magica. I tamburi tradizionali di questa regione del Congo sono costruiti con particolari tronchi d’alberi della foresta e pelli di animali. La singolarità di tali strumenti è nel modo in cui vengono preparati prima dell’inizio dello spettacolo: per tirare le pelli che allentano la tensione dopo un periodo d’inattività, i tamburi vengono riscaldati grazie ad un falò attorno al quale sono posti in una forma circolare. E poi, per evitare il surriscaldamento o, addirittura, il bruciarsi delle pelli, vengono ruotati in continuazione fino all’ottenimento del suono ottimale.

Durante quelle calde e movimentate serate si assiste ad un altro fatto caratteristico che vede come protagonisti i giovani dei villaggi partecipanti e no; per loro l’evento rappresenta il momento giusto per trovare il partner che, spesso, diventa anche quello della vita. Grazie all’incontenibile afflusso di giovani provenienti da ogni angolo, quasi tutti con un unico obiettivo, trovare l’anima gemella diventa un’operazione assai semplice. Allora l’attesa dell’incontro che può cambiare la vita li rende nervosi e impacciati. Sono momenti importanti, e loro sanno di non avere diritto allo sbaglio. I maschietti, per meritarsi l’interesse di qualche ragazza, sanno di dover essere particolarmente performanti, nel ballo e nel canto. Ogni brutta figura può significare un fallimento, per sé e per la famiglia che spera in buone notizie la mattina successiva. Le giovani fanciulle, invece, si preparano e truccano per la circostanza utilizzando i prodotti della foresta. I loro corpi sinuosi unti con l’olio di palma brillano di giorno e, di notte, emanano un particolare profumo, riconoscibile anche a considerevoli distanze. Si ornano il fisico con sostanze e prodotti della foresta come il “mayaka” e le conchiglie, tutti meravigliosamente brillanti sotto l’effetto della luna piena e limpida, caratteristica delle notti di quella parte del mondo. È uno spettacolo davvero stupefacente. Nel vivo della serata l’atmosfera è tale che molti dei giovani pretendenti entrano in trans, eseguendo danze di seduzione che coinvolgono le ragazze, anch’esse particolarmente eccitate. Thierry afferma che quell’indimenticabile sera della sua partecipazione al loyenge accadde qualcosa di molto strano: dice di essersi trovato in uno stato sciamanico di coscienza appena alcune ragazze, scatenate e in perfetta estasi, l’avvicinarono invitandolo al ballo. “Non avevo mai provato nulla del genere”, ci raccontò. “Non ricordo nemmeno come e quando si concluse la festa. Secondo me, i nostri fratelli del villaggio usano certi poteri per raggiungere quello stato d’animo, coinvolgendo anche tutti coloro che si trovano nelle vicinanze. Sono confuso, devo cercare di capire bene cosa sia successo”.

Mente aperta e simpatica, Thierry non provava alcuna difficoltà a socializzare, motivo per cui, aiutato anche dalla grande solidarietà all’interno del villaggio, non tardò ad ambientarsi, conquistandosi subito l’affetto e l’amore di tutti. A Boteka trascorse momenti davvero straordinari e, quando arrivò il momento dei saluti prima del ritorno in Belgio, scoprì di esser stato anche oggetto dei desideri di molte ragazze che lo avrebbero segretamente indicato come “il compagno ideale per la vita”. Thierry aveva fatto colpo su più di una ragazza; alcune gli dichiararono i loro sentimenti il giorno della sua partenza per l’Europa. Senza vergognarsi e, davanti a tutto il villaggio, dissero di provare grande attrazione e grande desiderio di passare la vita insieme a lui. Peccato che egli dovette partire. In una società fortemente maschilista, è raro sentire tali dichiarazioni tra le femmine e, soprattutto, in pubblico. Per averle fatte in quel modo, quelle ragazze dimostrarono una totale perdita del controllo, espoinendosi anche al rischio di pesanti giudizi all’interno della comunità. 

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