IL PRESTITO DI DIO - "DESTINI II"

L’uomo e le sue ipocrisie (tratto da DESTINI II) 

Solo poco tempo fa, una triste scena scosse la mia coscienza, valore che, mi si dice, fa di me un essere umano, differenziandomi dagli altri esseri viventi “non umani”. Ero per strada, diretto a una fermata dell’autobus quando, improvvisamente, vidi tre uomini uscire dalle pompe funebri, eccitati, felici e divertiti: 

“Su ragazzi, su, su, su, andiamo! C’è lavoro, su, coraggio!” esclamava ad alta voce colui che credo fosse il titolare. Allora mi fermai, attratto dall’eccitazione del trio. Decisi di spendere un po’ del mio tempo a osservare quel gruppo, così esaltato e motivato. La ragione di tanta euforia? Dopo un periodo senza decessi, quindi senza lavoro e senza soldi, finalmente era arrivata una bella notizia: la morte di un povero disgraziato, uno a cui era stato tolto il fiato della vita. Un bel motivo per esultare e far festa. Allora pensai tanto. Mi domandai quale fosse stata la preghiera del proprietario di quelle pompe funebri e dei suoi dipendenti quando, per un periodo che presumo lungo visto l’entusiasmo generato dalla notizia, nei loro locali non arrivava nessuna telefonata per il decesso di qualcuno, nessuna richiesta del servizio funebre. “Chissà?” pensai, “chi potrebbe sapere quale sia la preghiera di quel proprietario delle pompe funebri, ogni sera, prima di coricarsi? ‘Dio, fa che muoia qualcuno’, forse”.  

La mia terra, il Congo, è tenuta in ostaggio da una squadra diabolica di  politici, imprenditori, falsi volontari, i veri istigatori, promotori e sostenitori di tutti i disordini, causa di disastri e sofferenze nel mondo. Ricollegandomi a quanto raccontato sull’imprenditore delle pompe funebri, mi domando quali siano le preghiere e i desideri reali di quegli imprenditori, di quei falsi volontari delle ONG e di alcuni politici. Sono convinto che molti di questi, con falsa apparenza, falso interesse e  falso  altruismo gioiscano allo scoppio di guerre civili e disordini, godano nel vedere i fratelli dello stesso paese squartarsi l’uno con l’altro… Tutto questo è evocato dal loro lavoro che genera ricchezza e benessere per pochi e tragedia per molti. Il mondo è un pianeta ricco di falsi benefattori, avvoltoi demagoghi ed ipocriti  pronti a saltare sulla carcassa di un loro simile sfinito dalla fame, dalle malattie, dalla povertà per rosicchiarne gli avanzi di ossa già  spoglie. Tuttavia, voglio aggrapparmi fino alla fine alla certezza dell’esistenza, in mezzo a tutti questi avvoltoi, di qualche anima pulita, persone che lavorano e lottano quotidianamente per un mondo ed un’umanità migliore.

In questi ultimi vent’anni, milioni di congolesi sono stati massacrati, trucidati da un nemico spietato, interno ed esterno, uomini senza cuore attratti dalle ricchezze del suolo e sottosuolo congolese; l’eccitazione del sangue li ha macchiati anche di crimini non strettamente legati al denaro: milioni di donne e bambine sono state stuprate con una violenza inaudita. Tantissimi crimini sono stati voluti e, di conseguenza, taciuti dai loro vari promotori, nonché beneficiari illegittimi delle ricchezze del bel paese africano: “Se un morto israeliano vale molti morti palestinesi, quanti cadaveri congolesi per un sudario di Gaza?”. Perché non si parla adeguatamente dei milioni di uomini, donne e bambini barbaramente assassinati in pieno cuore d’Africa? Di fronte alle morti congolesi, il mondo si comporta esattamente come la maggioranza degli autisti sulla strada, vergognosamente apatici davanti alla carcassa di un qualunque animale tamponato, travolto, ammazzato da un altro chauffeur alla guida di un veicolo; un corpicino, spesso un gattino, che tristemente giace sul bitume rovente d’estate e freddo d’inverno, ripassato senza pietà sotto migliaia e migliaia di pneumatici riscaldati dai giri dei motori finché, consumato, svanisce nel nulla... (Destini II)


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