Itinerari

 La storia di un Congo tradito, umiliato, offeso, depredato, martoriato. La storia di un’umanità senza cuore.

Oggi, e per molto tempo ancora, il destino dell'Africa è indissolubilmente legato a quello della razza bianca. L’Africa diventerà ciò che l'Europa e l'America faranno di lei. Gli africani non sono in grado di prendere in mano il loro destino nelle complicate condizioni della vita moderna, e l'Europa non è disposta a rinunciare al controllo dell’Africa... " Cheikh Anta Diop, nato a Thieytou il 29 dicembre 1923, deceduto a Dakar il 7 febbraio 1986. Illustre intellettuale senegalese, l’uomo che ha lottato per la riconquista dell’integrità morale e della coscienza storica dell’Africa.

Oggi, osservo io, all’Europa e all’America si è aggiunta la Cina. L’Africa, dove va? Da dove arriva? I dirigenti dei paesi africani, chi sono? Che ruolo hanno? Cosa fanno? “L'Africa, che fa?” (Ekamba Bessa Pegas)

Faccio un’analisi molto personale di un tratto del discorso tenuto all’Assemblea Generale dell’Onu nel 1973 da Mobutu, terribile dittatore dello Zaire, ora Congo Democratico. Considerato il personaggio, il ragionamento è di una rarissima lucidità. Con forza e determinazione, Mobutu Sese Seko Kuku Ngbendu Wazabanga denunciò e criticò la manovra pesantemente discriminante di dividere il mondo in due blocchi: industrializzato da un lato e, il cosiddetto Terzo, dall’altro. Invece di questo, propose una cosa che condivido pienamente, cioè, classificare il nostro pianeta in due distinte parti: paesi altamente equipaggiati e paesi in ritardo di equipaggiamento. Partendo da tale pensiero e, considerando le potenzialità e le diversità dei due blocchi, per una corretta corrispondenza, io proporrei un coordinamento tale per cui ognuno di essi possa contribuire con ciò che ha e di cui l’altro è carente. In altre parole, per un mondo giusto ed equilibrato, i paesi bene equipaggiati apporterebbero tecnologia e conoscenza, dall’altra parte, i paesi meno equipaggiati ma, ricchi di materie prime, apporterebbero le varie ricchezze del loro suolo e sottosuolo. Questo permetterebbe uno scambio giusto, un rapporto ottimale, fatto di rispetto e considerazione in cui ciascuna delle due parti compensa l’altra. Questo meccanismo però non potrebbe funzionare se non in presenza di politiche corrette, equilibrate e meno egoistiche, di politici responsabili, fatti di buon senso, e che lavorassero per il bene comune. Tuttavia, con un po’ di realismo, mi arrendo all’impossibilità che, in questo mondo e per il bene dell’umanità intera, prevalga il buon senso sull’egoismo, la falsità, la demagogia e l’ipocrisia. Credo che non vi siano ancora, né maturità spirituale, né senso di responsabilità comune, per un approccio corretto alla politica locale e internazionale. L’essere umano, prevalentemente malvagio, avido ed egoista, non accetta ancora un rapporto di vera parità con un suo simile. Piuttosto di questo, preferisce appropriarsi di ciò che gli manca e che appartiene al vicino, per annientarlo e rimanere il più forte, ricco e potente. È una triste realtà, una caratteristica che ci accomuna tutti, riscontrabile, in diverse misure, in qualsiasi comunità, paese e continente. Anche se parole di Mobutu all’Assemblea Generale dell’Onu trovano il mio consenso, ciò nonostante, mi dissocio totalmente dal resto del suo comportamento durante tutto il periodo che ha governato il mio paese, l'attuale repubblica democratica del Congo...

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