Mobutu, la fine di una dittatura

ITINERARI:

... "Il Congo paga ancora oggi gli effetti delle scelte militari di Mobutu. Per colpa sua, infatti, il Congo è diventato oggetto di pesanti umiliazioni nel mondo. È un paese privo di una classe dirigente rispettabile e competente, non ci sono strategie difensive, non c’è un esercito valido ed affidabile per fronteggiare i vari nemici, interni ed esterni. È inconcepibile e pesantemente umiliante vedere che i vicini del grande Congo, piccoli paesi che non rappresentano  nemmeno  il  tre  percento  della  sua superficie,  popolazione  e  ricchezza  naturale,  non esitino minimamente a provocarlo, minacciarlo e colpirlo pesantemente. Tutto   questo   nasce   dalle   scelte   di   Mobutu, ossessivamente occupato alla cura della propria sicurezza, difesa e protezione individuale al punto di optare per la creazione di un esercito personale, la “divisione speciale presidenziale”, dandole la maggiore importanza a scapito dell’esercito regolare nazionale, chiara dimostrazione del disinteresse alle sorti del paese. Infatti, l’esercito regolare e ufficiale dello Zaire era abbandonato, con militari impreparati, mal equipaggiati e non pagati. Durante gli ultimi anni del suo regno, Mobutu non assicurava più i salari dei militari che, per sopravvivere, compievano atti ignobili ovunque nel territorio nazionale, incoraggiati dal possesso delle macabre armi che li facevano sentire invincibili e potenti nei confronti dei civili, da loro quotidianamente abusati, maltrattati, depredati. Così disorganizzati, incapaci, indisciplinati e violenti, i militari della Repubblica Democratica del Congo non sono mai stati in grado di difendere il paese dalle aggressioni interne ed esterne; hanno portato il paese all’odierna situazione nella sua parte orientale, le ripetute ribellioni sponsorizzate dai paesi vicini, una crisi militare e politica all’origine di drammatici episodi in seno alla popolazione civile. Tutto questo è la logica conseguenza della politica dell’ex dittatore dello Zaire, Mobutu Sese Seko, morto nel 1997. Da vent’anni ormai, ogni mattina il popolo congolese si sveglia con il terrore di vedere parte del paese passare sotto il dominio di qualche vicino sempre minaccioso e, grazie ad importanti sostegni esterni, che agisce impunito con varie azioni belliche all’interno del territorio congolese..."

ITINERARI: 

ebook qui 

Formato cartaceo qui

Lascia la tua opinione

* campi obbligatori (l'indirizzo email NON verrà pubblicato)

Autore*

Email*

URL

Commento*

Codice*