Morire ricco o morire povero?

Koko Ilumbe (nonno Ilumbe) era uno dei pochi anziani di Mpamà affetto da una malattia rara, il sindrome del “vedere solo cose e fatti negativi”. Per questo, nessuno lo avvicinava, pena dover ascoltare storie tristi, pesanti ed angoscianti. E lui sembrava farlo di proposito, provocare e spaventare, soprattutto i più piccoli a cui presentava il mondo come un inferno, il purgatorio dal quale allontanarsi appena possibile. La sua negatività era tale che, se non trovava nessuno a cui esternare le consuete insanie mentali, perseveranti ed angoscianti, procedeva all’autolesionismo, frustandosi dal capo ai piedi con un bastoncino di bambù. Sul suo corpo tanti i segni di percosse auto-inflitte, una reazione nervosa, testimonianza del grande disagio che da sempre tormentava la sua anima. Koko Ilumbe viveva con un forte disturbo ossessivo compulsivo di personalità, generato dall’inspiegabile fissazione su come sarebbe morto. Un’incognita che lo tormentava ogni giorno. In Europa ne verrebbe sicuramente diagnosticato un disturbo psichiatrico.

Tra le moltitudine di negatività che esternava ininterrottamente, ne ricordo una in particolare; è una domanda non priva di significato.

-          “Tu, giovane, cosa preferiresti? Morire povero o morire ricco? La mia opinione, stai tranquillo che non te la darò, mai. Ma io so perfettamente cosa voglio. E tu, eh? Tu, giovane sprovveduto, come vorresti morire, ricco o povero?”

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