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UN POPOLO SENZA IDENTITÀ' ...

... E' UN POPOLO INDIFESO, SENZA PROSPETTIVA; E' UN POPOLO MORTO.

Noi, figli dell’Africa, dobbiamo lavorare per il ritrovamento della nostra identità originaria e del nostro passato, per secoli calpestato ed umiliato, da noi stessi e da altri popoli. Alzo lo sguardo e vedo gli asiatici, gli arabi e gli occidentali, tutti detentori di identità, religioni e culture autentiche, valori gelosamente custoditi e ardentemente difesi, motivo di onore e di dignità. Infatti, chi si permetterebbe di imporre ad un arabo una religione diversa da quella dei suoi avi? Qualcuno ci ha provato senza riuscirci. Chi oserebbe dire ad un cinese, ad un occidentale o a qualsiasi altro popolo che crede e vive nella grande difesa dei propri ideali, di abbandonarli per adottarne altri? L’Africa nera, invece, non ha saputo essere coesa e ferma nella difesa del suo territorio, e delle sue tradizioni; quest’incapacità ha portato alla perdita delle credenze locali, di valori ed insegnamenti dei suoi antenati, sostituiti da religioni e culture facilmente imposte dall’invasore conquistatore. Lo stregone bianco, quello cattivo, ha trovato terreno fertile in Africa, e la colpa è di chi non ha saputo fronteggiarlo adeguatamente. Questa è la conclusione della mia riflessione, una delle tante alle quali noi africani siamo chiamati: la grande responsabilità dell’uomo africano di fronte alla propria storia, al presente ed al suo futuro

 

 

17/11/2014

Per Natale ...

... approfitta degli sconti Youcanprint 

07/11/2014

Hadissi DESTINI II

La vita fluisce incessante tra problemi grandi e piccoli, relativi al contesto umano e sociale. Comunque sia, e per fortuna, esistono momenti di puro svago, come la "poenarrazione" ..
18 minuti di un viaggio con i pensieri.

30/10/2014

Letture

Letture e racconti durante "Bassano Generation", puntata radiofonica del 27.10.14

28/10/2014

Abominazione

Nella prospettiva della puntata di lunedì 27/10 alle ore 15.50 su radio Cooperativa, che rientra nel quadro della promozione del nostro Trio Hadissi, ripropongo quest'articolo di Areta Fiume sul libro DESTINI II di cui tratteremo uno dei tre racconti, "L'ABOMINAZIONE".

 Seguiteci dalle ore 15.50 su radio cooperativa, frequenza 92.70 FM o in Streaming su www.giss.tv:8000/coop.ogg

Areta Fiume: "Nel tempo che Issiya Longo ha prestato a me il suo libro, ho immaginato la sua vita in Congo prima e in Italia dopo, ho tentato di vedere attraverso i suoi occhi le storie che narra, ho fatto spazio alle sue emozioni per condividerle fino a piangere il suo pianto e quello dei suoi personaggi, ho voluto pensare i suoi pensieri e cercato di capire un popolo lontano da me nello spazio e nel tempo, di "integrarmi culturalmente". E non è stato facile. Nella lettura ho comunque portato me stessa, il mio modo di vedere la realtà, le mie mappe mentali, la mia cultura, i miei valori e credenze, la mia fede. Ho cercato di essere un'osservatrice partecipante. E così ho ascoltato e ascoltando ho partecipato e partecipando ho capito e capendo ho amato. Abbandonare, se pure per lo spazio della lettura di un libro, la propria cultura, la propria mappa del mondo, per accogliere quella di un altro popolo, anche se resa masticabile dalle interpretazioni di chi di quel popolo fa parte, è un'operazione complessa e richiede l'affidarsi completamente a chi narra lasciandosi guidare per sentieri sconosciuti. E' un'esplorazione che riempie la mente e il cuore e apre al desiderio di visitare luoghi e conoscere persone, tradizioni, culture diverse.

 

Da questo libro di Issiya Longo se ne potevano trarre almeno altri tre, di cui uno interamente autobiografico. E invece forse per l'urgenza di raccontarsi, e anche di condividere e anche di liberarsi del suo carico di storia di generazioni millenarie, almeno sulle pagine di un libro, Issiya ci narra di vite dolorose ma anche coraggiose, che si intrecciano con altre vite che si intrecciano con i mille pensieri che spaziano nelle pianure della sua anima, che corrono liberi come gazzelle e cacciano come leoni, che sostano al tramonto di rossi soli infuocati, che si avventurano nella jungla, sempre e comunque alla ricerca di un senso dell'esistere e nel desiderio di Dio, nella consapevolezza del legame con chi lo ha preceduto e con chi a lui seguirà. Una consapevolezza intergenerazionale, quella di Issiya Longo e del suo popolo, che l'uomo occidentale ha ormai perduto. L' Autore tenta attraverso la narrazione di riunire e conciliare in sé due mondi, quello occidentale, capitalista e spietato legato all'individualismo, al denaro, allo sfruttamento, ma anche al tentativo di libertà, di democrazia, di convivenza civile, che lo ha accolto e dove lui ha potuto proseguire la sua vita trovando comunque uno spazio in cui sentirsi a casa, e quello africano, congolese, legato alla natura, alla terra, alle stagioni, ad usi e costumi unici e ad uno sguardo estraneo a volte crudeli, alla famiglia, alla comunità di cui si fa parte comunque anche se ci si allontana fisicamente. E ci riesce nella fede, trovando in Dio la sua forza, il senso della sua narrazione di vita.

 

Nel leggere il libro sono stata tentata di dare un giudizio allo stile, all'accuratezza dell'editing (di cui forse ci sarebbe stata una qualche necessità), ma poi ho voluto interpretare la scelta dell'Editore come una scelta di indipendenza di pensiero, lontana da logiche stilistiche o di mercato. I pensieri autobiografici narrati da Issiya Longo meritano dji viaggiare su binari senza rotaie perché provengono da una terra nata libera, una terra lontana dall'Italia, ma che non appartiene solo a Issiya perché, dono di Dio prima ad Adamo ed Eva e Suo prestito dopo all'Umanità tutta. Eppure "Niente assolutamente niente di ciò che sembra appartenerci, è nostro" ci insegna Issiya Longo e la sua è una grande lezione di vita, per "lasciare al mondo e ai vivi dei fatti e dei ricordi che onorino il nostro passaggio sulla terra." Penso di non sbagliare se affermo che Issiya Longo ha scritto questo libro proprio per "onorare il passaggio" , dedicando le ultime pagine a far conoscere al lettore l'Associazione Onlus Undugu, da lui fondata per aiutare concretamente gli emigranti congolesi a ritornare ai villaggi per contribuire al loro sviluppo, costruendo vie di trasporto, centri urbani, infrastrutture.

 

"Possano gli antenati guidare ciascuno di noi in tutte le circostanze della vita. E che Dio, oltre al respiro che ci presta, continui a vegliare su tutti noi e i nostri cari". Questa preghiera finale, che è la linea guida del libro della vita di Issiya Longo, scrittore originale, è il dono raro che egli lascia ai suoi lettori e che resta infine nel cuore.

27/10/2014

Puntata radiofonica

Lunedì 27/10/14, seguite il Trio Hadissi ( Gisella Borsato Lisa Frison Issiya Longo con Mauro Farronato ) in streaming sul sito di radio cooperativahttp://www.giss.tv:8000/coop.ogg o sintonizzandosi sul programma "Bassano Generation" della stessa Radio/Frequenza 92.70 FM in onda tutti i lunedì dalle 15.50 alle 17.20
http://www.radiocooperativa.org/sitonuovo/index.php…
"Poenarrazione": un modo alternativo di intendere la poesia.
...
Tuttavia,
ricordalo,
piccolo mio Harry.
Ricorda che,
allo scrutinio dell’amore,
il mio suffragio sarà sempre a tuo favore.
Sei il mio eterno eletto,
candidato alla tua stessa successione...

   
24/10/2014

Promozione "PASSAPAROLA"

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Da oggi fino alla mezzanotte del 21 Settembre, potrai acquistare i miei libri con il 25% di sconto sullo Store di Youcanprint 
Basta scrivere ISSIYA LONGO nell'apposito spazio

11/09/2014

TRIO HADISSI POENARRANDO

 

 

28/10/2014

"Congo" - D. Van Reybrouck

 "Aucun pays au monde n'a eu autant de chance que le Congo avec ses richesses naturelles. Ces cent cinquante dernières années, chaque fois que le marché international a exprimé une demande pressante pour une certaine matière première - l'ivoire à l'époque victorienne, le caoutchouc après l'invention du pneu gonflable, le cuivre lors de la forte expansion industrielle et militaire, l'uranium durant la guerre froide, le courant alternatif pendant la crise pétrolière des années 1970, le coltan à l'ère de la téléphonie mobile -, le Congo s'est avéré disposer de gigantesques réserves de la marchandise convoitée. Il a pu aisément répondre à la demande. L'histoire économique du Congo est celle d'une série de coups de chance invraisemblables. Mais aussi d'une misère invraisemblable. Des gains fabuleux qui furent engrangés, la majorité de la population n'en a pas perçu une miette. Ces immenses efforts ont un caractère tragique.

 Nessun paese al mondo è stato così fortunato come il Congo con le sue risorse naturali. Gli ultimi 150 anni, ogni volta che il mercato internazionale ha espresso una richiesta urgente per un determinato prodotto - l’avorio all’epoca vittoriana, il caoutchouc (la gomma) dopo l'invenzione del pneumatico, il rame all’epoca della forte espansione industriale e militare, l’uranio durante la guerra fredda, la corrente alternata (AC) durante la crisi petrolifera degli anni 70, il coltan nell'era dei telefoni cellulari – il Congo ha dimostrato di avere enormi riserve della merce ambita; ha sempre  facilmente soddisfato la domanda. La storia economica del Congo è di una serie di inverosimili colpi di fortuna. Ma anche di una miseria, a dir poco, incredibile. La maggioranza della popolazione non ha mai goduto della favolosa ricchezza raccolta. Immensi sforzi che, da sempre, hanno un carattere tragico...”

David Van Reybouck

19/08/2014

TRIO “HADISSI POENARRANDO”

 

Presentazione

 

Da una convergenza di interessi nasce il gruppo formato da Issiya Longo, congolese autore di diversi libri dati alle stampe, e da Lisa e Gisella, da anni impegnate nella lettura espressiva e nel teatro. Il trio, appassionato di scrittura, musica e lettura, decide di adottare un nome composto da due parole che evocano magia e rito, HADISSI POENARRANDO.  

Hadissi, un'espressione swahili che corrisponde a “C'era una volta”, formula italiana con cui iniziano le favole che si leggono ai bambini.

Poenarrando invece è un termine coniato dallo stesso “narrautore” (così Issiya Longo ama autodefinirsi) che, nei suoi scritti, affronta più temi: Emigrazione, Integrazione, Guerre e Povertà, soprattutto nel suo paese, il Congo.

La parola “poenarrando” combina giocosamente le parole "poesia" e "narrando" per riferirsi a un raccontare storie, a un esporre considerazioni e riflessioni personali, a un descrivere situazioni di vita in terre lontane che, in modo delicato, facciano presa sull'immaginazione e sulla curiosità dell'ascoltatore-lettore. Per illustrare meglio questo termine citiamo un brano tratto dal libro “Itinerari”, edito nel 2012 (Youcanprint editore) in cui Issiya spiega il valore che conferisce alla scrittura, sottolineando, in questo modo, la differenza tra la poesia e la narrazione classica: 

“Mi piacciono i racconti rilassanti, che nascono dalla pura fantasia dell’autore, completamente immerso in un mondo immaginario e geniale che rappresenta il suo essere inconscio, i desideri e le aspirazioni non sempre raggiungibili nella dimensione reale. Tuttavia, ritengo sia necessario che, accanto a questi tipi di narrazioni, ve ne siano altre più riflessive, intellettualmente e moralmente avvincenti, reali ed istruttive, utili all’evoluzione dell’individuo e della collettività.”

I testi su cui si basa il Trio Hadissi Poenarrando non sono solo poetici, ma anche narrativi; due aspetti ben evidenziati, sia nella forma (mediamente lunga), che nel contenuto (storie vere e vissute) espresso dal nostro amico “narrautore”.

 

Chi sono Longo, Lisa e Gisella

 

Issiya Longo è nato a Kinshasa, Repubblica Democratica del Congo, nel 1973. Cresce con i genitori e i fratelli in varie città del suo paese seguendo gli spostamenti lavorativi del padre. Iniziati gli studi di Medicina all’Università statale di Kisangani, scoppia la guerra civile e approda in Europa, a Milano, dove si stabilisce e si diploma in Grafica Pubblicitaria presso l’Istituto Superiore di Comunicazione. Le sue opere raccontano le vicissitudini della vita, gli insegnamenti e le tradizioni della sua terra di origine; un confronto diretto, consapevole e rispettoso delle diversità culturali viste come motore di unione ed evoluzione. Una voce onesta e diretta nel marasma dell’immigrazione che caratterizza questo nuovo millennio.

Scegliendo la scrittura come mezzo di comunicazione, Issiya s’impegna ad affidare alla carta pensieri e ricordi carichi di emozioni che il nostro modo frenetico di vivere ci fa dimenticare. Credibile grazie alla forte aderenza alla realtà sociale, culturale e politica che ha conosciuto, vivendola in prima persona, l'autore esprime con calore contagioso il suo grande amore per un'Africa di cui evidenzia le grandi potenzialità umane e naturali. Infine, con analisi lucide e oneste, il nostro amico ”narrautore” demolisce i pregiudizi, le demagogie e i falsi miti che secoli di storia occidentale hanno, spesso ingiustamente, costruito addosso al suo continente, l’Africa.

In linea con lo stile ed il messaggio delle opere di Issiya, il Trio Hadissi Poenarrando si propone di offrire momenti di profonda poesia e spunti per intime riflessioni e dibattiti.

 

Lisa e Gisella, due amiche di Issiya Longo, frequentano da anni corsi di lettura espressiva e laboratori teatrali e recitano in compagnie locali.

 

La proposta

 

L’attività del Trio Hadissi Poenarrando è principalmente fatta di incontri di scambio culturale e di lettura espressiva (musicale) eseguita da Lisa e Gisella, accompagnate da Issiya alla chitarra.

Portiamo la nostra proposta in diversi ambiti della vita sociale (scuole, librerie, biblioteche, luoghi pubblici e privati, etc.) con un repertorio di testi che si basano sui vari temi trattati dall’autore, accuratamente scelti in rapporto con il pubblico. È un impegno che vogliamo portare avanti con serietà e professionalità, sfruttando l’esperienza pluriennale di Issiya che, come lo dimostra il materiale (immagini e video) raccolto nel suo website www.issiyalongo.com, dal 2009 ad oggi ha avuto diversi incontri (presentazioni di libri, dibattiti, feste, etc.) in svariate località d’Italia. 

31/07/2014